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Riguardo al nucleare, ecco un’ottima intervista lunedì 9 giugno 2008

Posted by churli in Delirio del giorno*, Spudoratamente OT*, Vita reale*.
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…ma di quelle che purtroppo non se ne vedono molte in giro.

Questo tizio ha detto le cose come stanno, senza peli sulla lingua e in maniera coerente.

Vi consiglio davvero di leggervela: http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/ambiente/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-energia/rifkin-energia.html

Commenti»

1. Jak - BeeSeek blog admin - mercoledì 11 giugno 2008

I-L-L-U-M-I-N-A-N-T-E!!!!!!

Ottima notizie e ottima intervista, non conoscevo questi “retroscena” del nucleare.

Devo dire che mi ha fatto cambiare idea sul nucleare, mi sono sembrate statistiche, dati e riflessioni molto convincenti!

2. Dino - mercoledì 11 giugno 2008

Mhm… non sono del tutto d’accordo con le sue parole. Sicuramente un problema grosso da affrontare sarà lo smaltimento delle scorie ma io la vedo così: costerà meno chiedere alla Francia un aiuto, almeno iniziale, nello smaltimento piuttosto che comprarle il 15% (!!!!!!) del nostro fabbisogno energetico annuo.
Per la questione dell’inquinamento, al di là del fatto che il riscaldamento globale non è ancora stato provato in quale quantità è dipendente dai nostri consumi, non credo che una centrale nucleare di ultima generazione inquini più di una “tradizionale”. Una centrale nucleare inoltre produce una quantità di MWh/h molto superiore a qualunque altra: a parità di energia sulla rete c’è bisogno di meno centrali.
Per quanto riguarda il suo discorso sulle rinnovabili poi è sicuramente vero che nell’uso residenziale potrebbero dare il loro contributo ma sull’utenza industriale, magari in Alta Tensione, non sono tecnologie (a mio parere) ancora attualmente utilizzabili con efficacia.
Per la sua idea di “distribuzione e produzione sociale” rimango scettico: stiamo parlando di tecnologie complesse e difficili da gestire a livello locale. Credo che non sia la produzione a dover diventare popolare ma un consumo attento e assistito farebbe seriamente la differenza.
In conclusione non trascurerei il fatto che la ricerca anche in campo nucleare potrà progredire, è sbagliata la sua visione di una tecnologia ormai fossilizzata, sia sul materiale sia sulla tecnica. Dette queste cose che sono solo mie impressioni supportate solo in minima parte da studi specifici, rimane indubbio il fatto che la strada italiana sul nucleare sarà in salita e contorta, che i tempi di attuazione dei progetti saranno infiniti, che si darà occasione per l’apertura a nuovi mercati per mafie e amici di amici però rimango dell’idea che sia la soluzione più veloce e immediata per una autonomia e una indipendenza energetica del nostro paese.
In ultimo ricordo solo che Rifkin, (l’intervistato) ha compiuto solo studi di economia e politica e niente di tecnologico ed è inoltre impegnato sul nostro territorio in progetti legati all’uso di energie alternative… siamo proprio sicuri che il suo sia il parere più disinteressato e attendibile??

Scusate se il commento è più lungo dell’articolo ma è venuto un po’ così :), sempre disponibile a ritrattare tutte le mie ipotesi.

Dino

3. Jak - BeeSeek blog admin - mercoledì 11 giugno 2008

@ Dino:
le mie considerazioni a riguardo dell’intervista interessano principalmente
– la questione del raffreddamento delle centrali,
– la questione delle scorie (non sappiamo dove mettere le bucce di banane, figurarsi le scorie),
-il fatto che (come dici tu) il rischio è che tutto finisca in mano ai politici/mafiosi (sono due categorie ben distinte!!!…o forse no? ),
– il fatto che esistono molte più case che terreni sconfinati dove aprire le centrali (considerando le dimensioni, ma anche tutto il terreno invendibile attorno per abitazioni o campi da calcio o campi da coltivazione),
– che i 10 anni per costruire una centrale li potremmo investire nel costruire contemporaneamente pannelli solare sulle abitazioni di tutta italia, fatto che porterà ad una propagazione molto più veloce delle fonti rinnovabili,
– che i dati sulla produzione di energia delle 500 centrali dislocate nel mondo, non sono rassicuranti → 100 per ogni punto percentuale → 100*100% = 10000 centrali nucleari e si hanno già problemi ora a sistemarne le scorie
– i dati sui materiali radiottivi presenti è noto che sono in proporzioni minori rispetto al petrolio, anche se durano di più

Sicuramente il nucleare anche a me sembra la soluzione più veloce per l’ “indipendenza energitica”, ma dopo i numeri ed alcuni ragionamenti controtendenza di Rifkin, mi sono in parte ricreduto.

PS in questo periodo sono molto stanco e non assicuro coerenza nello scritto di cui sopra, tirato giù di getto! Chiedo venia per eventuali errori o scemenze, ma non ho voglia di rileggerlo! :D

Saluti!


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