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Jamendo.com – Musica Libera, Atto Secondo lunedì 25 febbraio 2008

Posted by churli in Jamendo.com, LiberaMente*, Musica*, Progetti che seguo, Web.
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Tempo fa avevo già scritto riguardo a Jamendo.com, sito pieno zeppo di musica libera, cioè rilasciata sotto Creative Commons.

Bene, è passo un po’ di tempo e nel frattempo il sito ha cambiato look ed è migliorato notevolmente per quando riguarda l’usabilità, ma soprattutto nel frattempo è stata aggiunta tanta altra musica.

jamendo.com - musica libera

Ebbene si, questa sera vi importunerò con un po’ di consigli musicali liberi da implicazioni etiche!!! :D

Iniziamo da un album che ho scoperto qualche giorno fa e che secondo me è un piccolo capolavoro: Embryonal Confinement degli Psychocean. Questo album è un gioiellino di progressive metal made in Italy, a Catania per la precisione, fortemente influenzato dal gruppo-capolavoro del genere, i Dream Theater. Questo non significa che l’album sia un’imitazione, anzi, è caratterizzato da una forte creatività e da un sapore più scuro e opprimente, caratteristico di gruppi come i Tool.

Un altro gruppo italiano che “spopola” su jamendo sono i NanowaR, con il loro album Other Bands Play, Nanowar Gay!
Già dal titolo si può intuire la loro “missione”: suonare metal prendendosi gioco del metal, o meglio, degli aspetti più spinti di alcune famose band metal.

L’intero album ruota intorno al concetto di “true metal” e va a toccare i simboli di alcune correnti metal, come le moto del classico heavy metal delle origini in “Tricycles of Steel” o i testi fantay-epici tipici del power metal in “King”, “Triumphant March of the Nano Warrior” e “Power Of The Power Of The Power (of the great sword)”.

I NanowaR mettono il metal sotto un altra prospettiva, smorzando i toni solenni e apocalittici con dei testi che rendono la loro musica “epicamente divertente”, simpatica e piacevole da ascoltare anche a chi di metal ci vive.

Il mio consiglio e di fiondarsi immediatamente in questo sito che mi sta riservando delle piacevolissime sorprese, gruppi che non hanno niente da invidiare a tanti più famosi, e che, soprattutto, sta fornendo una base concreta alla diffusione delle licenze libere nel campo della musica, che secondo me costituiscono l’unica vera arma contro l’assurda situazione commerciale e legale in cui ci troviamo, caratterizzata dai febbricitanti deliri delle case discografiche che si sentono con le spalle al muro e dalla passività dai governi alle loro pressioni.

Facciamo un piccolo grande passo avanti: cominciamo ad ascoltare musica libera!!!

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